Il governo fa marcia indietro: Equitalia scompare il condono

 

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La necessità di fare cassa è talmente forte da parte del Governo che la parte delle una tantum e sanatorie della manovra si amplifica di giorno in giorno. È di ieri la notizia che anche le multe affidate alla riscossione dal 2000 al 2015 saranno «rottamabili» con le regole delle cartelle esattoriali. A decidere se aderire alla sanatoria saranno però gli enti locali. Regioni, province e comuni che hanno il potere di emettere multe. Saranno sanabili anche i debiti relativi alle imposte locali, come Ici, Tasi e Tari. Entro 90 giorni dall’emanazione del decreto i contribuenti dovranno comunicare a Equitalia l’intenzione di aderire alla sanatoria. Si dovrà pagare l’importo della cartella senza interessi e sanzioni, in un’unica soluzione o in tre rate bimestrali. Misura molto popolare, che produce gettito. Un occasione doppia per il governo a corto di coperture e anche di consensi per il referendum.

La riflessione da fare è che spesso le cartelle in esame, che, badate bene, non vengono rottamate, perché l’importo delle stesse dovrà comunque essere versato, hanno spesso e volentieri ad oggetto crediti già pagati di cui non abbiamo più le ricevute conservate, prescritti, mai notificati,  o notificati in maniera errata ,duplicazione di ruoli, ecc. ecc.

Invitiamo dunque tutti i contribuenti a combattere equitalia, attraverso un’attenta disamina delle proprie posizioni debitorie prima di decidere se aderire o meno a tale pseudo-sanatoria;

in tale categoria includiamo anche i contribuenti che stanno regolarmente pagando un piano di rateizzo concordato con Equitalia o che siano decaduti dallo stesso.

 

Avvocato Gian Filippo della Ragione

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