Cassazione impugnabile l’etratto di ruolo

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Finalmente la Suprema Corte di Cassazione dopo anni di contrasti giurisprudenziali e interpretazioni abbastanza restrittive per il contribuente, ritiene oggi impugnabile  l’estratto di ruolo.
Capitava spesso infatti in passato che il contribuente venisse a conoscenza di determinate cartelle esattoriali a suo carico (multe, bolli auto, contributi  inps, iva, ecc), solo recandosi presso uno degli sportelli Equitalia,  facendo appunto l’estratto di ruolo, non ritenuto fino a poco fa autonomamente impugnabile dai giudici.
La conseguenza era che il cittadino rimaneva del tutto esposto e privo di tutela giuridica fino al successivo passo dell’ente riscossore tramite i ben noti  ‘preavviso di fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento’ anche per cartelle di pagamento a lui mai notificate o notificate in modo erroneo.
Il procedimento di notifica infatti se viziato non dà dunque la possibilità al cittadino di pagare nei termini ed evitare così aggravi, interessi e sanzioni (come l’aumento dell’aggio che, dopo i 60 giorni dalla notifica passa al 6%), sia per verificare la possibilità di impugnare la richiesta di pagamento entro i termini consentiti dalla legge.
Va da sè, che se la notifica non è mai avvenuta, o è avvenuta in modo errato, i termini per ricorrere al giudice (60 giorni) non iniziano a decorrere mai e il cittadino ha tutto il tempo per poter proporre opposizione.

 

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