Sommerso dai debiti con banche o equitalia? oggi puoi ridurli

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Oggi  anche la persona fisica senza fallire, puoi rivolgersi al giudice per ottenere una notevole riduzione percentuale dei sui debiti :
Oggi in tempi di crisi un problema comune a tutti, è quello di non riuscire ad arrivare a fine mese, e non solo,  troppe volte capita di non poter onorare i propri debiti contratti in passato, a causa della perdita del lavoro; Purtroppo quindi molte famiglie italiane si trovano ad aver posizioni aperte con Banche, Finanziarie, Equitalia Servizi di Riscossione s.p.a., tim,Telecom enel, gas ecc.
COSA FARE? OGGI IL CONSUMATORE PUO’ RIVOLGERSI AL TRIBUNALE AFFINCHE’ RIDUCA IL SUO DEBITO
TUTTO CIO’ è OGGI POSSIBILE TRAMITE UNA LEGGE CHE FINALMENTE DAL LONTANO 2012, HA DA POCO AVUTO IL SUO DECRETO ATTUATIVO
SI CHIAMA PIANO DEL CONSUMATORE  quello che va con il nome di “Piano del consumatore”, che consente a chiunque di rinegoziare il proprio debito con i creditori: sia che si tratti di piccoli imprenditori, che di lavoratori dipendenti, a prescindere dal reddito, dall’età, dalla collocazione geografica, dall’importo del debito. La normativa prevede solo alcuni limiti. Ma vedremo a breve quali sono.
Così, per esempio, se Tizio non riesce a pagare la banca per il mutuo contratto o Caio non è capace di  estinguere i suoi debiti con Equitalia, o Sempronio non può  – neanche vivendo 200 anni – estinguere i debiti contratti con finanziarie ed ex fornitori, per tutti questi casi, il Piano del consumatore può essere una valida via d’uscita.
Di recente il tribunale di Busto Arsizio ha consentito la liberazione di buona parte del debito di un contribuente che aveva accumulato una grossa mole di cartelle esattoriali per una morosità di oltre 80mila euro.
La legge prevede la possibilità per i consumatori in difficoltà di rinegoziare i propri debiti con i creditori sulla base di un piano di ristrutturazione del debito.
Il Piano va presentato al giudice e, se quest’ultimo lo approva, vengono sospese tutti i pignoramenti (quelli già in corso e quelli che devono partire).
Questo Istituto da dunque la possibilità al consumatore di ripartire da capo, sanando completamente la sua posizione debitoria, senza dover per forza ripagare interamente i suoi debiti.

RequisitiPer accedere al Piano del consumatore bisogna aver contratto debiti solo per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale svolta.Altra condizione perché il cittadino possa fare richiesta è che i debiti siano così alti da non poterli risanare con il proprio patrimonio.
Il debito non deve essere “colpa” del consumatore, ma dipendere da cause a lui non imputabili. Sarà il giudice a fare questa valutazione.
Si può accedere al piano del consumatore una sola volta ogni 5 anni.

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Banche: Le commissioni di massimo scoperto sono nulle se indeterminate

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Contratto di conto corrente bancario: nel caso in cui sia prevista la cosiddetta “commissione di massimo scoperto” nei contratti di conto corrente bancario, la stessa  è nulla se non indica, in dettaglio, la tipologia del debito a cui si applica: per esempio, non è sufficiente la semplice previsione della “misura percentuale”.
Lo ha chiarito il Tribunale di Cagliari in una recente sentenza con cui è stato accolto il ricorso di un consumatore contro la sua banca.
Secondo la sentenza in commento è nulla la clausola che prevede la commissione di massimo scoperto se essa si limiti ad indicare solo la misura percentuale, e non specifica se per massimo scoperto debba intendersi il debito massimo raggiunto anche in un solo giorno o, piuttosto, quello che si prolunga per un certo periodo di tempo o, ancora, se il relativo importo vada calcolato sul complesso dei prelievi effettuati dal correntista.
La banca, in questi casi, si difende, di norma, sostenendo che il cliente non può sollevare contestazioni in causa se, al periodico ricevimento – per posta – degli estratti conto trimestrali non ha mai mosso obiezioni. Anche questa censura cade sotto la penna del Tribunale: è ormai pacifico in giurisprudenza il principio opposto. Infatti, l’approvazione tacita dell’estratto conto, non impedisce la contestazione della validità e dell’efficacia dei rapporti obbligatori da cui gli accrediti o gli addebiti derivino, né l’approvazione o la mancata impugnazione del conto comportano che il debito fondato su un contratto nullo, annullabile, inefficace (o, comunque, su situazione illecita) resti definitivamente incontestabile.

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Negli incidenti stradali l’Avvocato viene sempre pagato dall’assicurazione

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Quando iniziamo una pratica di risarcimento danni da sinistro auto, presentando domanda di indennizzo alla nostra assicurazione, (indennizzo diretto) le spese legali sono a carico della stessa.
Tutto ciò anche quando il risarcimento viene corrisposto dalla compagnia senza arrivare davanti al Giudice, quindi nella fase ‘stragiudiziale’;
Non rileva nè che il pagamento in tal caso venga effettuato dalla stessa compagnia con la quale siamo assicurati, nè che sia stato il cliente a decidere di  farsi assistere da un legale di sua fiducia per tali tipi di controversie; e quanto ha stabilito la Cassazione con Sentenza  sentenza 2 dicembre 2015 – 19 febbraio 2016, n. 3266;
La compagnia dovrà comunque farsi carico del compenso del professionista quando l’incidente fra i veicoli ha comunque posto problemi giuridici e la vittima non ha ricevuto assistenza adeguata dal suo assicuratore.
La Corte dunque smentisce le interpretazioni di legge secondo cui dovrebbero escludersi il pagamento di tali compensi, ad esclusione di quelli medico legali, poiché tale dettato normativo si pone chiaramente in contrasto con il diritto di difesa previsto dalla nostra costituzione; a meno che non si tratti di danni modestissimi che siano stati prontamente risarciti dall’assicurazione stessa…(cosa che nella pratica avviene di rado

Avv. Gian Filippo della Ragione

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Il governo fa marcia indietro: Equitalia scompare il condono

 

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La necessità di fare cassa è talmente forte da parte del Governo che la parte delle una tantum e sanatorie della manovra si amplifica di giorno in giorno. È di ieri la notizia che anche le multe affidate alla riscossione dal 2000 al 2015 saranno «rottamabili» con le regole delle cartelle esattoriali. A decidere se aderire alla sanatoria saranno però gli enti locali. Regioni, province e comuni che hanno il potere di emettere multe. Saranno sanabili anche i debiti relativi alle imposte locali, come Ici, Tasi e Tari. Entro 90 giorni dall’emanazione del decreto i contribuenti dovranno comunicare a Equitalia l’intenzione di aderire alla sanatoria. Si dovrà pagare l’importo della cartella senza interessi e sanzioni, in un’unica soluzione o in tre rate bimestrali. Misura molto popolare, che produce gettito. Un occasione doppia per il governo a corto di coperture e anche di consensi per il referendum.

La riflessione da fare è che spesso le cartelle in esame, che, badate bene, non vengono rottamate, perché l’importo delle stesse dovrà comunque essere versato, hanno spesso e volentieri ad oggetto crediti già pagati di cui non abbiamo più le ricevute conservate, prescritti, mai notificati,  o notificati in maniera errata ,duplicazione di ruoli, ecc. ecc.

Invitiamo dunque tutti i contribuenti a combattere equitalia, attraverso un’attenta disamina delle proprie posizioni debitorie prima di decidere se aderire o meno a tale pseudo-sanatoria;

in tale categoria includiamo anche i contribuenti che stanno regolarmente pagando un piano di rateizzo concordato con Equitalia o che siano decaduti dallo stesso.

 

Avvocato Gian Filippo della Ragione

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Equitalia non ci sarà fusione con l’agenzia delle entrate

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Appare sempre più problematica la prospettata fusione tra Equitalia e l’Agenzia delle entrate, cavallo di battaglia del Premier Renzi, per problemi tecnici di natura giuridica: ‘assorbire’ i 7.900 dipendenti di Equitalia significherebbe per l’Agenzia delle Entrate assumere dipendenti di una società di diritto privato senza concorso pubblico….con chiara violazione dell’articolo 97 della cost., senza contare poi che i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno uno stipendio più basso di quelli di Equitalia, che godono di privilegi maggiori equiparabili a quelli dei bancari;

Una fusione a freddo è dunque materia che brucia. Ne è riprova la sorte toccata a due bozze del decreto, una con la trasformazione dei dipendenti di Equitalia in statali, l’altra con l’ipotesi contraria, cioè la conversione dei contratti pubblici dell’Agenzia in privati: cestinate entrambe. Nel primo caso, perché scatta un surrettizio allargamento del pubblico impiego e l’illegittimità ai sensi dell’articolo 97 della Costituzione, quello che prevede l’ingresso nella pubblica amministrazione solo per concorso, proprio per salvaguardarne l’indipendenza. Nel secondo caso, perché un’Agenzia delle entrate privata sarebbe un unicum nei paesi occidentali: il fisco privatizzato, con rischi per l’imparzialità e la gestione di funzioni sensibili, come le tasse dei cittadini. Oltre al fatto che gli stipendi di quasi 40 mila dipendenti si alzerebbero di botto, con impatto sulla spesa pubblica.

 

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Il risarcimento contro i pirati della strada privi di assicurazione

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FONDO VITTIME DELLA STRADA

Sei stato danneggiato? Nessun problema,  TI AIUTIAMO  A FARE RICHIESTA AL  Fondo Vittime della Strada

Per risparmiare sulla polizza, sempre più persone scelgono di non assicurarsi, ma chi circola senza copertura assicurativa rischia molto. Fondo per le Vittime della Strada cos’è, e come comportarsi in caso di incidente con un soggetto sprovvisto di assicurazione.

 Molte persone oggi, complice la crisi economica,   incautamente circolano con un contrassegno falso o senza copertura, piuttosto che pagare i premi richiesti dalle compagnie.

Poi ci sono altri che, del tutto ignari, sono assicurati con compagnie inesistenti. Fortunatamente la legge prevede precise tutele per chi fa un incidente con veicoli non assicurati. Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. Si tratta dell’istituto che deve intervenire quando si subiscono dei danni in incidenti con veicoli non identificati o non assicurati.

A questa funzione principale del Fondo per le Vittime della Strada, successivamente, si è aggiunto il compito di provvedere anche nei casi in cui una compagnia viene posta in liquidazione coatta (cioè quando fallisce). Senz’altro un istituto importante.

Se chi ha causato l’incidente non è coperto da assicurazione, difficilmente potrà pagare i danni, per questo è stato creato il Fondo Vittime della Strada che provvede al risarcimento dei danni causati da:

  • veicoli non identificati (per soli danni alle persone)
  • veicoli non assicurati (per danni alle persone e alle cose, ma per quest’ultimo caso con una franchigia di 500,00 €)
  • veicoli assicurati con imprese poste in liquidazione coatta (cioè fallite, quindi non più in grado di risarcire i danni)
  • veicoli messi in circolazione contro la volontà del proprietario (ad esempio rubati)
Il Fondo Vittime della Strada risarcisce i danni solo fino al massimale minimo previsto per legge, pari a 774.683,35 €. Se i danni sono superiori, bisognerà fare causa a chi ha provocato l’incidente per ottenere il rimanente.

La maggior parte delle persone non considera possibile che si concretizzi un evento del genere, per questo motivo nella maggior parte dei casi ci si trova sprovveduti senza conoscere esattamente i passi da seguire e le azioni da intraprendere. È in questo contesto che il nostro studio può offrirvi una consulenza: rivolgetevi pertanto a noi che abbiamo  una consolidata esperienza anche per i casi sopra riportati, grazie all’opera quotidiana dei nostri professionisti .

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Cassazione impugnabile l’etratto di ruolo

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Finalmente la Suprema Corte di Cassazione dopo anni di contrasti giurisprudenziali e interpretazioni abbastanza restrittive per il contribuente, ritiene oggi impugnabile  l’estratto di ruolo.
Capitava spesso infatti in passato che il contribuente venisse a conoscenza di determinate cartelle esattoriali a suo carico (multe, bolli auto, contributi  inps, iva, ecc), solo recandosi presso uno degli sportelli Equitalia,  facendo appunto l’estratto di ruolo, non ritenuto fino a poco fa autonomamente impugnabile dai giudici.
La conseguenza era che il cittadino rimaneva del tutto esposto e privo di tutela giuridica fino al successivo passo dell’ente riscossore tramite i ben noti  ‘preavviso di fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento’ anche per cartelle di pagamento a lui mai notificate o notificate in modo erroneo.
Il procedimento di notifica infatti se viziato non dà dunque la possibilità al cittadino di pagare nei termini ed evitare così aggravi, interessi e sanzioni (come l’aumento dell’aggio che, dopo i 60 giorni dalla notifica passa al 6%), sia per verificare la possibilità di impugnare la richiesta di pagamento entro i termini consentiti dalla legge.
Va da sè, che se la notifica non è mai avvenuta, o è avvenuta in modo errato, i termini per ricorrere al giudice (60 giorni) non iniziano a decorrere mai e il cittadino ha tutto il tempo per poter proporre opposizione.

 

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multe: se non vengono pagate aumenti del 10% ogni 180 giorni

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Multe: se non paghi la cartella aumenta del 10% ogni 6 mesi

Maggiorazione semestrale per le cartelle di pagamento emesse a seguito di contravvenzioni per violazione del codice della strada non pagate nel termine di 60 giorni.

Non pagare una multa può far lievitare il debito in maniera cospicua: questo perché la successiva cartella di pagamento, emessa dall’Agente della riscossione a seguito dell’inadempimento da parte dell’automobilista, aumenta del 10% ogni sei mesi. È la cosiddetta maggiorazione semestrale: un aggravio ritenuto legittimo ieri dalla Cassazione .

Il principio è già stato affermato diverse volte e ora ottiene la massima consacrazione da parte dei supremi giudici: la cartella esattoriale, notificata dopo la multa, deve comprendere anche il 10% semestrale per il ritardo nel pagamento così come prevede la legge del 1981  per come richiamata dal codice della strada . Si tratta di una sanzione aggiuntiva a quella già irrogata all’automobilista, che scatta con l’iscrizione a ruolo dell’importo non corrisposto e l’arrivo della cartella di pagamento.

Va quindi affermato che «in materia di sanzioni amministrative per violazioni previste dal codice della strada va applicata la maggiorazione del dieci per cento semestrale, per il caso di ritardo nel pagamento della somma dovuta, sicché è legittima l’iscrizione a ruolo, e l’emissione della relativa cartella esattoriale, per un importo che includa, oltre a quanto dovuto per la sanzione principale e per le spese del procedimento, anche l’aumento derivante dalla sanzione aggiuntiva».

Dunque, in caso di ritardo nel pagamento la somma dovuta a titolo di multa stradale è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo è trasmesso all’esattore. La maggiorazione assorbe gli interessi eventualmente previsti.

Come già aveva affermato quest’anno la stessa Cassazione , «la maggiorazione del dieci per cento semestrale per il caso di ritardo nel pagamento della somma dovuta, ha natura di sanzione aggiuntiva, che sorge dal momento in cui diviene esigibile la sanzione principale, sicché è legittima l’iscrizione a ruolo, e l’emissione della relativa cartella esattoriale, per un importo che includa, oltre a quanto dovuto per la sanzione principale, anche l’aumento derivante dalla sanzione aggiuntiva».